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Chi ti fa credere che essere spirituale significhi non incazzarsi mai, non essere mai triste, non piangere o non mostrare al mondo le proprie emozioni si sbaglia di grosso. È vero invece il contrario. Sei spirituale se ti permetti di provare e mostrare anche le tue fragilità senza giudicarti, ma accogliendole come un trampolino che ti permette di saltare da una dimensione all’altra.
Tutte le emozioni sono giuste, basta che non siano un freno per la tua crescita e che non perdurino per “troppo” tempo diventandone schiavo. L’ego ferito non è altro che una possibilità di osservare le proprie ombre per risolverle.

La differenza tra chi si interroga e lavora su di sé e chi non lo fa è che quel salto di cui ti parlavo necessiterà più o meno tempo per attivarsi; addirittura intere vite a volte.

Anche noi esseri spirituali … o meglio … anche noi esseri consapevoli abbiamo i nostri momenti down e già accorgersene e non rinnegarli/respingerli è una grande dimostrazione di coraggio e umiltà. Oltre tutto questo ci spinge verso l’altro, nel chiedere aiuto o semplicemente condividere ciò che ci accade e in questo modo potremmo essere di ispirazione o addirittura essere noi stessi il trampolino di lancio per qualcun altro.

Riesci ad esteriorizzare le tue emozioni, accoglierle e non sentirti in colpa o sbagliato/a?

Puoi scegliere se far finta di non essere umano o puoi scegliere di impegnarti ogni giorno per avvicinarti sempre di più all’amore e alla gratitudine (spiritualità) che ti stanno aspettando a braccia aperte.

La vita può essere un piccolo stagno o un oceano di vita.

Sii autentico, permettiti di mostrare le emozioni così che tutto si muova intorno a te per risuonare sempre meglio con la tua essenza.

Chi sei quando nessuno ti guarda?

Con amore,
Sonia